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Casini Ferdinando

Casini Ferdinando

Pier Ferdinando Casini  ( Bologna 3 dicembre   1955 ) è stato Presidente della  Camera dei deputati  nella  XIV Legislatura . Attualmente è Presidente della Commissione Esteri del Senato e presidente della Internazionale Democratico Cristiana  

Primogenito di Tommaso, insegnante di lettere e dirigente locale della Dc, e di  Mirella  Vai, bibliotecaria al Provveditorato, ha due sorelle e un fratello. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Galvani di Bologna, frequenta la Facoltà di  Giurisprudenza  nella stessa città, entrando nel contempo a far parte del direttivo nazionale giovanile della  Democrazia Cristiana . Casini ha due figlie dal primo matrimonio con Roberta Lubich e due dalla seconda unione con Azzurra Caltagirone.

Dopo aver ottenuto nel  1979  la  laurea  in  giurisprudenza , nel  1980  comincia la sua attività politica nella  Democrazia Cristiana  come  consigliere comunale  a  Bologna  fino all'elezione alla  Camera dei deputati  nel  1983  con 34.000 voti. Formatosi politicamente nella corrente dorotea guidata da  Antonio Bisaglia , dopo la scomparsa di quest'ultimo divenne fra i più stretti collaboratori di  Arnaldo Forlani , che, da segretario del partito, lo inserirà nel  1989  nella direzione nazionale.

Mentre Martinazzoli fa nascere il  Partito Popolare Italiano , fonda il 18 gennaio  1994  il  Centro Cristiano Democratico con cui entra nella Casa delle Libertà fondata da Silvio Berlusconi. Viene eletto per la prima volta nel 1994 al  Parlamento europeo  e nella successiva legislatura del  1999 , iscrivendosi al gruppo del  Partito Popolare Europeo . In ambito nazionale, rieletto nella quota proporzionale nella  XII Legislatura , appoggia il primo  governo  del suo alleato Berlusconi, e con lui non votò il successivo  governo Dini .

Con la vittoria nella successiva legislatura della sua coalizione, il 31 maggio  2001  viene eletto Presidente della Camera dei deputati. 

Il 28 gennaio  2006  viene eletto presidente dell' Internazionale Democristiana  (IDC) succedendo a  José María Aznar .

Durante il III Congresso dell'UDC che si svolse a  Roma  dal 13 al 15 aprile  2007  Casini  chiese e ottenne l’uscita del partito dall’alleanza di centrodestra. Contestando il "finto bipartitismo" e praticando in Parlamento un'"opposizione repubblicana", Casini e l’UDC hanno votato i singoli provvedimenti valutandoli di volta in volta. Nonostante l'insistenza con cui il Presidente del Consiglio  Silvio Berlusconi  cerca di convincerlo a rientrare nella maggioranza di centrodestra, Casini rimane fermo nell'opposizione al Governo considerando ormai conclusa la stagione politica di Berlusconi.

Nel novembre del 2011 spinge l'UDC ad appoggiare il governo tecnico presieduto da  Mario Monti , che realizza una politica di estremo rigore sia nella fiscalità che nella spesa pubblica al fine di rispettare gli impegni assunti in sede comunitaria dal governo precedente e di evitare la fuoriuscita dall'euro. L'UDC entra così a far parte della "strana maggioranza", come definita dallo stesso Monti, composta da PdL, PD, UDC e FLI. Alle  elezioni politiche del 2013  Casini si candida al  Senato della Repubblica  nella coalizione denominata  Scelta Civica Con Monti per l'Italia , nella quale confluiscono anche gli esponenti dell'UDC. Viene eletto quale capolista nella Regione  Basilicata  e  Campania , optando per quest'ultima.

Casini, senza ricoprire più alcuna carica né istituzionale, né di partito, continua in Senato a impegnarsi nell'affrontare le questioni politiche via via all'ordine del giorno, come l'elezione del Presidente del Senato prima e poi di quello della Repubblica e infine nella formazione del  Governo Letta , che ottiene l'appoggio della Scelta Civica e dell'UDC, la quale entra anche a far parte della compagine ministeriale con  Giampiero D'Alia  che diventa Ministro della Pubblica Amministrazione e  Gian Luca Galletti  Sottosegretario di Stato al  Ministero dell'Istruzione .

Il 7 maggio  2013  Casini viene eletto Presidente della Commissione Esteri del Senato. 

A ottobre del 2013 si consuma la rottura dell'alleanza politica tra UDC e Scelta Civica di Monti , alleanza che sin dai primi giorni successivi alle elezioni aveva mostrato incrinature e difficoltà. Anche i gruppi parlamentari si separano e gli eletti dell'UDC vanno a confluire nel nuovo soggetto denominato  Per l'Italia  insieme ad alcuni ex montiani, come il ministro della Difesa  Mario Mauro  e  Lorenzo Dellai .

A febbraio del 2014, pur proseguendo l'appoggio dell'UdC al Governo di larghe intese presieduto da Letta, Casini annuncia l'intenzione di riallacciare l'alleanza politica con il centrodestra, nelle due componenti della rinata  Forza Italia , guidata da Silvio Berlusconi e del  Nuovo Centrodestra  di  Angelino Alfano . Secondo Casini ormai il sogno di dar vita a un polo autonomo di centro è tramontato per effetto dell'entrata in scena del  Movimento 5 Stelle  di  Beppe Grillo , che ha occupato politicamente ed elettoralmente tutti gli spazi alternativi disponibili.

Nel frattempo, però, Casini con l'UdC e il gruppo Per l'Italia concede il voto di fiducia anche al  governo Renzi  che conserva la stessa maggioranza del precedente governo Letta . All'interno del governo Renzi l'UdC ottiene il  Ministero dell'Ambiente , assegnato a  Gianluca Galletti .