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Alfano Angelino

Alfano Angelino

( Agrigento , 31 ottobre   1970) dall'8 maggio 2008 al 27 luglio 2011 è stato ministro della Giustizia nel governo Berlusconi IV , mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 Ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri nel governo Letta .

È stato il primo e l'unico segretario nazionale del Popolo della Libertà . Nel novembre 2013 è stato promotore della scissione dal PdL e del lancio del Nuovo Centrodestra .

Diplomato presso il liceo scientifico Leonardo di Agrigento. Laureato in giurisprudenza presso l' Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano , dove è stato ospite del collegio " Cardinal Ferrari ", dottore di ricerca in diritto dell'impresa, avvocato , ha iniziato la sua esperienza politica con la Democrazia Cristiana , per la quale è stato, tra l'altro, segretario provinciale del Movimento giovanile DC di Agrigento. Nel 1994 , a seguito della trasformazione della Democrazia Cristiana nel Partito Popolare Italiano , decide di aderire al neonato partito Forza Italia , che vincerà le elezioni politiche del 27 e 28 marzo dello stesso anno.

Nel 1996 si candida per la prima volta ed è eletto nel collegio di Agrigento per FI Deputato all' Assemblea Regionale Siciliana nella XII legislatura. Dal 2000 è capogruppo di Forza Italia all'ARS.

Viene successivamente eletto alla Camera dei deputati nel 2001 , nelle elezioni vinte dalla coalizione di centrodestra, nella circoscrizione proporzionale della Sicilia occidentale. assumendo l'incarico di vicepresidente del Comitato per la Legislazione della Camera.

Dal 2005 è nominato coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia. Succede a Gianfranco Miccichè , guidando la corrente maggioritaria di Forza Italia alleata con l'allora Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro .

Nelle elezioni politiche italiane del 2006 , che vedono la vittoria dell' Unione di Romano Prodi , Alfano è rieletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione XXIV (Sicilia 1). Durante la XV Legislatura è componente della Commissione Bilancio di Montecitorio .

Nelle elezioni politiche italiane del 2008 è rieletto alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà . Nelle grazie del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , il coordinatore siciliano è considerato uno dei giovani emergenti del partito.

Dall'8 maggio 2008 è ministro della Giustizia del governo Berlusconi IV . Succede a Luigi Scotti , che a sua volta aveva sostituito Clemente Mastella , dopo le dimissioni che avevano determinato la caduta del governo Prodi II . Con i suoi 37 anni è il più giovane ministro della Giustizia della storia repubblicana.

È stato indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio, ma successivamente il procedimento è stato archiviato.

Il 27 luglio 2011 Alfano si dimette dalla carica di Guardasigilli.

Dopo un anno turbolento per il Popolo della Libertà, segnato anzitutto dall'uscita di Futuro e Libertà prima dal partito e poi dalla maggioranza, a maggio 2011 si tengono le elezioni amministrative che segnano un netto arretramento del PdL e più in generale della coalizione a sostegno di Silvio Berlusconi .

Immediatamente dopo l'esito di tali elezioni, il 1º giugno 2011 , l'ufficio di presidenza del PdL decide di designare Alfano quale nuovo segretario politico del partito , carica ufficializzata il 1º luglio dopo la modifica allo statuto del partito che non prevedeva la figura del segretario, ma solo del presidente.

Il 28 aprile 2013 viene nominato ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo Letta , lo stesso giorno giura dinanzi al presidente della Repubblica . Il governo Letta si configura come il primo esecutivo di grande coalizione della storia della Repubblica Italiana.

Il 19 luglio 2013 il Senato della Repubblica Italiana discute la mozione di sfiducia presentata da Sel e Movimento Cinque Stelle contro il ministro Alfano. Il Partito Democratico aveva deciso nell'assemblea dei senatori del giorno precedente di votare contro la sfiducia ; il Senato boccia la mozione con 226 no, 55 sì e 13 astenuti . Alcuni senatori del Pd, in dissenso con la linea del proprio partito, decidono di astenersi.

Il 30 settembre 2013 assieme agli altri ministri del PdL presenta, su indicazione del presidente del PdL Berlusconi, che vuole così reagire alla linea del Partito Democratico di votare a favore della decadenza dello stesso Berlusconi da senatore, dimissioni "irrevocabili", che successivamente vengono respinte dal presidente del consiglio Enrico Letta . La decisione di Letta si pone come sostegno all'azione politica svolta dai cinque ministri del Pdl che, insieme ad altri esponenti del partito, convincono Silvio Berlusconi a recedere dalla decisione di votare la sfiducia al Governo. Il dibattito interno al Pdl tra falchi (o lealisti ) - decisi a sfiduciare il Governo Letta per andare a elezioni anticipate e colombe (o governativi ) - propensi invece a proseguire la collaborazione coi democratici e coi montiani almeno sino al 2015 - determina un'incrinatura nei rapporti tra Alfano e Berlusconi che - temporaneamente ricucita - sfocerà di lì a poco nella scissione tra le due correnti del partito.

La scissione avviene nel novembre del 2013 , allorché i filogovernativi del Pdl annunciano la decisione di non entrare a far parte della rinata Forza Italia , partito rifondato da Silvio Berlusconi insieme ai lealisti. Alfano annuncia contemporaneamente la costituzione di gruppi parlamentari autonomi al Senato e alla Camera con il nome di Nuovo Centrodestra . I gruppi parlamentari vengono effettivamente costituiti il 15 e il 18 novembre 2013.

Entra nel nuovo governo Renzi il 22 febbraio 2014 , dove mantiene la carica di ministro dell'Interno, oltre ad essere capo delegazione del suo partito, l'NCD, nel governo.